La millenaria e sempre viva domanda dell’uomo “Cosa c’è dopo questa vita?” non potrà mai avere risposta certa. Nell’inevitabile scorrere del tempo, intere culture e civiltà hanno dato al quesito dei quesiti le risposte più originali, inimitabili e, insomma, fantasiose. Sono stai eretti panteon divini, costruiti edifici sacri, istituiti culti salvifici, coniate formule di preghiera riscattanti. Dopo l’avvento e la diffusione del Cristianesimo, sia nei primi secoli, ma soprattutto negli anni definiti “medievali”, la domanda sull’esistenza di un mondo ultraterreno è divenuta un’ossessionante ricerca di prove dell’esistenza di un aldilà, una questione primaria a cui fornire una risposta indiscutibile. Visioni mistiche, ascesi catartiche, sogni profetici erano pratiche ormai ben cementate nella vita della collettività. L’opera più celebre della letteratura italiana non a caso è la Commedia di Dante. Il poeta fiorentino, con il suo magnifico genio creativo, ha fondato, potremmo dire, l’immagine più viva e concreta dell’aldilà cristiano. Diavoli che s’azzuffano, orrendi mostri che lacerano e squarciano i dannati, fuochi purificatori che preparano le anime alla salvezza, santi e vergini che risplendono in tutta la loro grazia, visioni divine al limite del descrivibile… Eppure, chiunque abbia mai letto la Bibbia si è giustamente accorto della totale assenza di diavoli inquietanti o di teneri angeli dai riccioli biondi, di meritate ricompense o di tremende punizioni eterne. Nell’Antico Testamento, come anche nelle parole di Cristo e dei suoi seguaci, non c’è alcun riferimento a voragini infernali o a montagne purgatoriali, a cieli divini o a castighi senza fine. Bart D. Ehrman, fine studioso ed esperto di storia del Cristianesimo antico, in questa sua nuova pubblicazione Inferno e Paradiso. Storia dell’aldilà (Carocci, 292 pp, 23,00€) ripercorre, con rigore storiografico e con una minuzia interpretativa, la millenaria storia dell’aldilà,  dalla remota e mitica epopea di Gilgamesh, attraverso la cultura giudaica e poi attraverso quella dei Greci e dei Romani, fino agli scritti di Sant’Agostino, e si focalizza in particolare sui primi secoli cristiani. Con uno stile accattivante, una prosa energica e scevra da polverose movenze accademiche, Bart D. Ehrman guida il lettore alla scoperta dell’affascinante e sempre più criptica storia dell’aldilà; chiarisce, fin dal principio, che non c’è mai stata dell’oltretomba un’unica concezione greca, ebraica o cristiana, bensì svariate, e per giunta in contrasto fra loro, ciascuna nata in seno ad un ambiente sociale, culturale, storico sempre diverso. Soltanto nel corso dei primi secoli dopo Cristo si è invece venuta consolidando nell’immaginario collettivo una nozione di inferno e di paradiso piuttosto univoca. In quanto storico, Ehrman non può certo fornire una risposta sui nostri destini dopo la morte, ma ci invita invece a riflettere sull’origine delle idee di aldilà e ci svela i vari modi in cui l’uomo ha elaborato nei millenni questo tema.

Don Massimiliano Nastasi - Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re  dell'Universo - Come Gesù
Dettaglio del “Giudizio universale” di Michelangelo.

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Inferno e Paradiso. Storia dell’aldilà

Autore: Bart D. Ehrman

Casa Editrice: Carocci editore

Prezzo: 23,00€, collana Frecce

Anno di pubblicazione: Novembre 2020


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